Si parla sempre di occhi, ed in particolare di lenti a contatto smart, per risolvere i problemi alla vista sostituendo una parte dell'occhio con una componente elettronica.
La soluzione prende il nome di "Intra Ocular Device" e si tratta di un dispoitivo studiato per aiutare a convogliare la luce solare direttamente dentro la retina. L'operazione dovrà essere effettuata per forza di cose con un'operazione chirurgica,tramite l'iniettamento di una soluziome liquida all'interno del bulbo oculare. Il brevetto alquanto singolare è stato depositato da googlenel 2014, ma reso noto e pubblicato nel 2016.
Per ciò che riguarda i rischi che possono incorrere nell'utilizzo dell'occhio bionico, si sono potuti osservarealcuni effetti collaterali; da uno studio emerso da un articolo pubblicato sulla rivista Ophthalmology nel 2015, tre anni dopo l'intervento di impianto della protesi Argus II, in 11 persone su 30, in Usa e in America si sono verificati 23 seri effetti collaterali correlati alla chirurgia o all'impianto stesso. I rischi in cui i pazienti possono icorrere sono dunque quelli di riduzione della pressione oculare (13,3%), erosione congiuntivale (13,3%) , endoftalmite (10%) e deiscenza congiuntivale (10%). Complessivamente si è però registrato un miglioramento della percezione visiva con il dispositivi acceso.
Altro rischio di cui si deve tener conto, e non meno significativo è quello di una violazione della privacy. Tali rischi sono legati alla raccolta di dati personali per mezzo di videocamere e microchip contenuti nelle protesi e nei dispositivi bionici. E' possibile ad esempio che i dati e fotogrammi di un occhio possano essere captati e analizzati per un indagine di marketing o a scopo pubblicitario, osservando così cosa cattura lo sguardo e quindi l'attenzione di un individuo.
La diffusione di dati personali può inoltre sfociare in azioni di frode, ricatti o forme di controllo, a tale scopo l'europa ha cominciato ad adottare dei provvedimenti di data protection, con un'azione di salvaguardia dei dati personali, al momento stesso della progettazione della macchina.
Recentemente, nell'arco degli ultimi 50 anni, si è assistito ad un avanzamento particolarmente significativo nel campo della chimica organica per la realizzazione di protesi artificiali; Si ha oggi infatti la possibilità di sostituire fino al60% del corpo umao.
L'occhio bionico, consente a chi è affetto da una retinite pigmentosa di recuperare parzialmente la visione centrale. Nel 2012 uno studio pubblicato online ha dimostrato che il succeso dell'impianto di retina è del 54% (15ciechi su 28 a cui era stata impiantata la protesi). Da un congresso tenutosi a Londra nel settembre 2014, è emerso che su 29 persone a cui era stata impiantata la protesi epiretinica, 6 avevano la percezione del moto, 15 erano in grado di apprezzare differenti tonalità di grigio, 5o persone erano in grado di individuare la posizione di una lancetta e 4riuscivano a distinguere le lettere in uno sfondo contrastato (circa il 14%). 8 sono riuscite a distinguere qualche lineamento del viso, 10 caratteristiche esterne o interne di case ed edifici, 5 le luci dei veicoli, 4 fiori ed animali. 6 persone hanno considerato buona l'esperienza visiva, 7 hanno detto che erano inutili, 8 hanno localizzato fonti luminose ma non forme particolari.
Dennis Aabo Sorenses con il suo polpastrello bionico
Dennis Aabo Sorenses, il primo a sperimentare il polpastrello bionico, è riuscito a distinguere le superfici lisce da quelle ruvide nel 96% dei casi. «Con il dito artificiale ho sentito le sensazioni sulla punta del dito indice della mia mano fantasma». Lo stesso test è stato somministrato a pazienti non amputati, ai quali la stimolazione sensoriale era stata inviata agli stessi nervi del braccio.
Questi ultimi avevano riconosciuto le cratteristiche delle superfici per il 77% dei casi.
Il senso dell'udito artifiale sperimentato dal Professor Stelarc attraverso il suo "orecchio in più", ha una forma altamente insolita rispetto a quello di un individuo comune, la sua localizzazione è infatti nel braccio.
Professor Stelarc con il suo "Orecchio in più"
Orecchio comune
IL SENSO DELLA VISTA- EYEBORG
Anche il senso della vista artificiale, ideato da Neil Horbisson tramite il suo Eyeborg, ha una forma totalmente differente da quella di un occhio umano, è infatti un antenna connessa alla nuca.
Tra la numerose tecnologie cibernetiche, che hanno permesso lo sviluppo di nuove sensorialità vengono qui trattati in breve, tramite l'analisi dei loro principali elementi costituenti, il "North Sense" e l' "Eyeborg".
NORTH SENSE
Elementi principali che costituiscono il North Sense sono:
-Un chip in silicone
-Piercing, attraverso i quali il chip viene applicato alla pelle
Caratteristica interessante del chip è che non ha necessità di utilizzare connessione ad internet ma vibra nel momento in cui si è allineati con il polo magnetico terrestre.
EYEBORG
L'eyeborg è formato:
-Un'antenna
-Un sensore montato sulla testa che converte i colori in onde sonore.
Neil Harbisson, l’uomo che è riuscito a diventare un cyborg
L’artista inglese non riusciva a distinguere i colori e si è fatto impiantare un’antenna nella testa: “Da allora è come se avessi un nuovo organo” Articolo di Luca Zorloni, 14 aprile 2107
Neil Harbisson
"La storia di Neil Harbisson inizia in un romanzo di Italo Calvino e si sviluppa in uno di Philip Dick. Il primo cyborg riconosciuto per legge sale agli onori delle cronache come un novello Barone rampante. Artista britannico, ma cresciuto in Catalogna, nel 2001, a 19 anni, Harbisson si fa conoscere dalla stampa spagnola perché si arrampica in cima a un albero per difendere tre piante secolari dal taglio nel centro di Matarò, in provincia di Barcellona. Per qualche giorno tiene in scacco il cantiere, finché il Comune capitola alla sua protesta e cancella il taglio degli alberi.
Ma non sono questi titoli a rendere famoso Neil Harbisson. Da bambino gli viene diagnosticata l’acromatopsia. È l’incapacità di distinguere i colori. Per Neil, classe 1982, il mondo è un grande film in bianco, nero e scala dei grigi. Mentre studia al Darlington College of Arts, nel Regno Unito, si appassiona di cibernetica e sviluppa insieme a un informatico, Adam Montandon, la prima bozza di quello che chiamerà eyeborg, ossia un’antenna che trasforma le onde dei colori in 360 onde sonore. Neil sente i colori attraverso l’antenna, che ora è impiantata in modo permanente nel cranio.
<<È un’opera d’arte. Non è dispositivo medico né un ausilio per la vista>>, racconta al margine del Forum organizzato a Milano dalla società di software Sas e a cui Neil è stato invitato come relatore. In una stanza del centro congressi Mico l’artista racconta la sua storia e la scelta di diventare un cyborg, il primo riconosciuto per legge da uno Stato."